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Come creare un'app come Airbnb nel 2026

Quanto costa un marketplace di affitti, quali obblighi si eredita chi lo costruisce — CIN e DAC7 — e perché conviene distinguere subito fra portale proprio e piattaforma con più host.

Qoode8 min di lettura
Schema di un marketplace di affitti: host, ospite, pagamenti e fisco attorno alla piattaforma centrale, che risulta gestore ai sensi DAC7 e deve raccogliere i dati, verificare il CIN, trattenere le commissioni e comunicare.

Creare un'app come Airbnb sembra un problema di funzionalità: annunci, calendario, prenotazioni, pagamenti, recensioni. In Italia è soprattutto un problema di ruolo. Nel momento in cui incassate il denaro dell'ospite per conto del proprietario, non state gestendo un sito di annunci: siete una parte della transazione, con obblighi che nessuna guida straniera vi racconta.

Questa guida spiega quanto costa costruire una piattaforma di affitti brevi, quali obblighi eredita chi la costruisce, e come capire se il progetto che avete in mente è davvero un marketplace o qualcosa di molto più piccolo e più conveniente.

Prima domanda: portale vostro o piattaforma con più host?

Sotto la stessa ricerca si nascondono due progetti che non hanno niente in comune, e sbagliare qui costa più di qualsiasi errore tecnico.

Il portale di prenotazione dei vostri appartamenti

Avete cinque, venti o cinquanta unità e volete ricevere prenotazioni dirette invece di lasciare il 15-18% ai portali. Gli immobili sono vostri o in gestione, il rapporto con l'ospite è vostro, e l'obiettivo è spostare sul canale diretto chi vi ha già trovato. È il progetto più piccolo e con il ritorno più prevedibile.

Il marketplace con host di terzi

Mettete in contatto proprietari che non conoscete con ospiti che non conoscete, e trattenete una commissione. Qui vendete l'incontro, non il soggiorno. Cambia tutto: i pagamenti diventano incassi per conto terzi, la responsabilità sui contenuti degli annunci diventa vostra, e diventate un gestore di piattaforma agli occhi del fisco.

Il primo progetto si ripaga con le commissioni che smettete di pagare. Il secondo si ripaga solo se raccogliete abbastanza host e abbastanza ospiti prima di finire i soldi — ed è un problema di mercato, non di software.

Chi ci scrive vuole quasi sempre il primo e chiede il secondo, perché Airbnb è il modello che ha in testa. Vale la pena chiarirlo prima di spendere.

Schema di un marketplace di affitti: host, ospite, pagamenti e fisco attorno alla piattaforma centrale, che risulta gestore ai sensi DAC7 e deve raccogliere i dati, verificare il CIN, trattenere le commissioni e comunicare.
Un sito che manda a prenotare altrove è una vetrina. Nel momento in cui incassate, siete l'altra cosa.

Cosa cambia quando incassate voi

È la soglia che divide i due progetti, e conviene guardarla da vicino perché ha conseguenze pratiche immediate.

  • Un sito che mostra annunci e manda a prenotare altrove è una vetrina: non tocca denaro e non entra nella transazione.
  • Un sito che prende il pagamento dell'ospite e gira il netto al proprietario incassa per conto di terzi, e questo ha regole proprie: servono un fornitore di pagamenti che consenta i pagamenti divisi e un contratto che dica chiaramente chi è il venditore.
  • Dal momento in cui trattenete una commissione, diventate anche il soggetto che deve raccogliere e comunicare i dati dei venditori.

DAC7: l'obbligo che eredita chi costruisce

La direttiva UE 2021/514, recepita in Italia con il decreto legislativo 32/2023, obbliga i gestori di piattaforme digitali che mettono in contatto venditori e clienti a raccogliere i dati di chi vende e a comunicarli all'amministrazione finanziaria. La locazione di immobili è espressamente compresa.

Il punto che quasi nessuno spiega a chi commissiona il software: questi dati non si ricostruiscono a gennaio guardando i pagamenti. Vanno raccolti mentre le prenotazioni avvengono, associati all'host giusto e conservati. È una decisione di modello dati che si prende il primo giorno o si paga il secondo anno.

Elenco dei dati che una piattaforma deve raccogliere per DAC7: identità del venditore, identificativo catastale dell'immobile, corrispettivi per trimestre, commissioni trattenute e numero di giorni di locazione, con comunicazione entro il 31 gennaio.
Sono vincoli sul database: raccolti mentre le prenotazioni avvengono, non ricostruiti a gennaio.

La comunicazione va fatta entro il 31 gennaio per l'anno solare precedente. Chi costruisce la piattaforma deve prevedere sia la raccolta sia l'estrazione nel formato richiesto: sono due funzioni, e la seconda viene dimenticata quasi sempre.

Il CIN, e perché è un campo obbligatorio e non una nota

Il Codice Identificativo Nazionale è obbligatorio in tutta Italia dal 1° gennaio 2025 per gli affitti brevi, le locazioni turistiche e le strutture ricettive. Si richiede gratuitamente sulla Banca Dati delle Strutture Ricettive del Ministero del Turismo, accedendo con SPID o CIE.

Il Codice Identificativo Nazionale in tre punti: si richiede gratuitamente sulla Banca Dati Strutture Ricettive con SPID o CIE, deve comparire in ogni annuncio e nel contratto per i soggiorni fino a 30 giorni, e la sua assenza comporta sanzioni fino a 8.000 euro.
Per chi costruisce la piattaforma il CIN è un campo obbligatorio con validazione.

Per chi progetta la piattaforma le conseguenze sono tre. Il CIN è un campo obbligatorio nella scheda dell'immobile, non facoltativo. Deve comparire in ogni annuncio pubblicato. E per i soggiorni fino a trenta giorni serve un contratto scritto che identifichi le parti, l'immobile con il suo CIN, le date e il corrispettivo — quindi il contratto va generato dal sistema, non lasciato all'host.

Le sanzioni per gli annunci senza CIN arrivano fino a ottomila euro. Su un marketplace con host di terzi la domanda diventa: chi risponde? È una questione da chiarire nei termini di servizio prima di scrivere la prima riga di codice, e cambia quanto rigidamente la piattaforma deve validare.

Quanto costa costruire una piattaforma di affitti

Come per ogni marketplace, il prezzo dipende da quanto del sistema è vostro.

Soluzione pronta per il vostro portale diretto

Esistono motori di prenotazione da collegare a un sito, con canone mensile o commissione sulle prenotazioni. Per chi gestisce poche unità e vuole solo il canale diretto sono la scelta sensata: si parte in settimane e il conto torna quasi subito, perché ogni prenotazione diretta è una commissione risparmiata.

Portale su misura

Ha senso quando la gestione ha regole vostre che i motori generici non prevedono: tariffe stagionali particolari, pacchetti, servizi extra, integrazione con il gestionale o con il channel manager. Si parla di decine di migliaia di euro e di due o tre mesi.

Marketplace con host di terzi

Qui il costo cambia scala perché il sistema non è uno: c'è l'area dell'host, quella dell'ospite, i pagamenti divisi, la moderazione degli annunci, le recensioni, la gestione delle controversie e tutto l'impianto DAC7. Sono progetti che partono da cifre a sei zeri e si misurano in trimestri.

In tutti i casi la voce che manca quasi sempre a preventivo è il secondo anno: manutenzione, adeguamenti normativi, assistenza. Su una piattaforma che tocca denaro e dati fiscali è una voce consistente. Ne parliamo apertamente nella pagina sullo sviluppo software su misura.

Le funzioni che decidono se la piattaforma funziona

Al netto delle schermate che tutti immaginano, sono poche cose a fare la differenza fra un sistema usabile e uno che genera lavoro manuale.

  • Il calendario e la sincronizzazione con i portali esterni. Un host che pubblica anche altrove ha bisogno che le date si chiudano ovunque nello stesso momento: l'overbooking è il modo più rapido per perdere sia l'host sia l'ospite.
  • I pagamenti divisi, con la caparra, il saldo e la politica di cancellazione. Sono la parte più delicata e quella dove i progetti improvvisati si fermano.
  • La generazione del contratto per i soggiorni fino a trenta giorni, con il CIN dentro.
  • La comunicazione degli ospiti alla Questura tramite Alloggiati Web e il calcolo della tassa di soggiorno, che cambia da comune a comune.
  • Le recensioni, che sono l'unico motivo per cui un ospite si fida di uno sconosciuto. Senza una massa critica non funzionano, ed è il problema del primo anno di ogni marketplace.

Il problema che il software non risolve

Vale la pena dirlo chiaramente, perché è la ragione per cui la maggior parte dei marketplace non arriva al secondo anno: dovete portare entrambi i lati. Gli host non vengono se non ci sono ospiti, gli ospiti non vengono se non ci sono immobili.

I marketplace che ce la fanno di solito partono da un lato che controllano già — un portafoglio di immobili in gestione, una comunità, un territorio specifico — e allargano da lì. Quelli che partono da zero su entrambi i lati comprano traffico finché reggono, e quasi mai reggono abbastanza.

Se il progetto riguarda invece la gestione di strutture — prenotazioni, calendario, ospiti, tariffe — esiste una strada molto più corta di un marketplace, ed è la piattaforma verticale già pronta descritta nella pagina del gestionale per hotel e strutture ricettive. Se il progetto è un portale con prenotazione diretta, la partenza naturale è lo sviluppo di siti e piattaforme web.

Come si costruisce, in pratica

  1. 01Definire il ruolo: vetrina o parte della transazione. Da questa risposta discendono costi, obblighi e tempi.
  2. 02Modellare i dati pensando già a DAC7 e al CIN, perché sono vincoli sul database e non schermate da aggiungere.
  3. 03Scegliere il fornitore di pagamenti, verificando che supporti i pagamenti divisi e l'onboarding dei venditori con le verifiche richieste.
  4. 04Costruire prima il percorso di prenotazione completo su pochi immobili veri, non l'intera piattaforma su immobili finti.
  5. 05Aggiungere la sincronizzazione dei calendari con i portali esterni: senza, gli host serî non entrano.
  6. 06Misurare quante prenotazioni si concludono e dove si interrompono, che è l'unico dato che dice se il prodotto funziona.

Domande frequenti

Serve il CIN anche se affitto un solo appartamento?

Sì. L'obbligo riguarda l'immobile destinato alla locazione turistica, non il numero di immobili gestiti. Va richiesto sulla Banca Dati delle Strutture Ricettive ed è gratuito.

Chi risponde se un host pubblica un annuncio senza CIN?

È il punto da chiarire nei termini di servizio della piattaforma, e determina quanto rigidamente il sistema deve bloccare la pubblicazione. La scelta prudente, e quella che consigliamo, è rendere impossibile pubblicare senza un CIN valido: costa meno di qualsiasi contenzioso.

Posso incassare io e girare i soldi agli host?

Tecnicamente sì, con un fornitore di pagamenti che gestisca i pagamenti divisi e l'identificazione dei venditori. Ma è esattamente il passaggio che vi rende gestori di piattaforma con gli obblighi DAC7 collegati: va deciso consapevolmente, non perché è comodo.

Quanto tempo serve per andare online?

Un portale diretto con motore di prenotazione pronto: settimane. Un portale su misura: due o tre mesi. Un marketplace con host di terzi, pagamenti divisi e impianto fiscale: si ragiona in trimestri, e la prima versione utile arriva molto prima di quella completa.

Conviene fare l'app o basta il sito?

Per le prenotazioni basta quasi sempre un sito che funzioni bene da telefono: nessuno installa un'app per prenotare una volta. L'app ha senso per gli host, che ci lavorano tutti i giorni, e per gli ospiti abituali di una piattaforma già avviata.

In sintesi

Costruire un'app come Airbnb nel 2026 è meno una questione di funzionalità e più una questione di ruolo. Se restate una vetrina, il progetto è piccolo e il conto torna in fretta. Se incassate, entrate in un mestiere regolato: CIN da validare, contratti da generare, dati da raccogliere per DAC7 e comunicare entro il 31 gennaio.

Se volete capire quale dei due progetti regge i vostri numeri, la verifica è breve: quante unità gestite, chi incassa oggi e quanto lasciate ai portali. Si parte da una conversazione.

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