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Come creare un exchange di criptovalute nel 2026
Dal 1° luglio 2026 serve l'autorizzazione CASP: cosa comporta davvero, quanto costa la conformità e quali progetti restano possibili senza licenza.

Fino a poco tempo fa creare un exchange di criptovalute era soprattutto un problema di ingegneria: portafogli, ordini, sicurezza. Dal 1° luglio 2026 non lo è più. È un problema di autorizzazione, e chi scrive il software è la persona meno importante nella stanza.
Questa guida spiega cosa è cambiato con MiCA, cosa comporta davvero l'autorizzazione, quanto pesa la conformità sul progetto tecnico e quali progetti in questo settore restano possibili senza licenza.
Cosa è cambiato il 1° luglio 2026

Il regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività prevedeva un periodo transitorio per gli operatori già attivi. Quel periodo si è chiuso il 30 giugno 2026: da allora, la prestazione di servizi su cripto-attività a clienti europei è riservata ai soggetti autorizzati come CASP, i prestatori di servizi per le cripto-attività.
In Italia l'autorizzazione la rilascia la Consob, sentita la Banca d'Italia. Al termine del transitorio i soggetti abilitati in Italia risultavano nove — un numero che dice, meglio di qualsiasi analisi, quanto è selettivo il percorso.
Chi ottiene l'autorizzazione in uno Stato membro può operare negli altri ventisei con una semplice notifica. È il passaporto europeo, ed è la ragione per cui la licenza vale molto più di quanto costa ottenerla.
Cosa comporta l'autorizzazione
Non è una pratica: è la costruzione di una struttura aziendale che un'autorità di vigilanza deve giudicare adeguata. Le voci principali sono queste.
- Sede legale nell'Unione europea e presenza sostanziale, non una casella postale.
- Requisiti di capitale, che a seconda dei servizi prestati arrivano fino a centocinquantamila euro.
- Separazione dei fondi dei clienti dal patrimonio della società: i soldi degli utenti non sono vostri e devono essere tenuti separati anche in caso di dissesto.
- Tracciabilità di ogni transazione, con i controlli antiriciclaggio che ne conseguono.
- Requisiti di onorabilità e professionalità di chi amministra, valutati dall'autorità.
- Presidi organizzativi: gestione dei rischi, continuità operativa, conservazione dei dati, gestione dei reclami.
Nessuno di questi punti si risolve scrivendo codice, ma tutti ricadono sul software: la separazione dei fondi è un modello dati, la tracciabilità è un registro immutabile, la continuità operativa è architettura.
Quanto pesa la conformità sul progetto tecnico
Nei progetti regolamentati che abbiamo visto, la parte di sistema che esiste solo per soddisfare requisiti normativi vale fra un terzo e la metà del lavoro complessivo. Non è tempo perso: è il prodotto.
- 01Identificazione dei clienti, con verifica documentale e controlli sulle liste, integrata nel percorso di registrazione e non appiccicata dopo.
- 02Registro delle operazioni conservato in modo che non sia modificabile e sia estraibile su richiesta.
- 03Segregazione contabile dei fondi dei clienti, con riconciliazione periodica dimostrabile.
- 04Reportistica verso l'autorità nei formati richiesti, che va progettata nel modello dati fin dal primo giorno.
- 05Gestione dei reclami e tracciamento delle risposte, che è un pezzo di software vero e viene sempre dimenticato.
Cosa resta possibile senza autorizzazione
Non tutto in questo settore richiede una licenza CASP, e vale la pena sapere dove passa la linea prima di rinunciare o, peggio, di partire senza saperlo.
- Software venduto a soggetti già autorizzati: costruire la piattaforma per chi ha la licenza è un mestiere legittimo e in crescita.
- Strumenti di analisi e informazione che non custodiscono fondi e non eseguono ordini per conto altrui.
- Applicazioni di portafoglio non custodial, dove le chiavi restano all'utente e voi non entrate mai nella disponibilità dei suoi fondi — il confine però è sottile e va verificato con un legale, non per analogia.
- Infrastruttura tecnica per aziende autorizzate: nodi, integrazioni, sistemi di riconciliazione.
La distinzione decisiva è quasi sempre la stessa: custodite fondi altrui o eseguite ordini per conto di altri? Se sì, siete dentro. Se no, probabilmente no — ma «probabilmente» in questo settore è una parola cara.
Come verificare se un operatore è autorizzato
Vale sia per chi valuta un partner sia per chi sta scegliendo dove tenere le proprie cripto-attività: l'unica fonte affidabile è il registro pubblico dei CASP tenuto dall'ESMA, integrato in Italia dalle informazioni pubblicate da Consob e Banca d'Italia.
Un logo su un sito e una dichiarazione di conformità non sono verifiche. Il registro sì, ed è consultabile da chiunque in pochi minuti.
Il consiglio scomodo
Se state valutando questo progetto e la licenza vi sembra un ostacolo burocratico da aggirare, il progetto non è pronto. Non perché sia complicato: perché il vantaggio competitivo, in questo mercato, è esattamente la licenza. Chi ce l'ha ha accesso a ventisette Paesi; chi non ce l'ha non ha un prodotto più snello, ha un prodotto che non può vendere.
Se invece il vostro progetto è costruire software per soggetti già autorizzati — infrastruttura, integrazioni, riconciliazione — allora è un progetto di sviluppo su misura come altri, con requisiti di sicurezza e tracciabilità più severi della media.
Domande frequenti
Posso creare un exchange e non offrirlo a clienti europei?
Tecnicamente sì, ma la regola guarda ai clienti, non alla sede. Se accettate utenti europei, MiCA vi riguarda, ovunque siate. E il controllo su chi accedete è a vostro carico: non basta una casella da spuntare.
Quanto tempo serve per ottenere l'autorizzazione?
Mesi, e la variabile principale non è l'istruttoria: è quanto tempo serve a voi per arrivarci con una struttura presentabile. Il numero di soggetti autorizzati in Italia dice che non è un percorso di forma.
Serve un exchange per lanciare un token?
No, sono cose diverse, e anche l'emissione di cripto-attività ha regole proprie sotto MiCA, comprese quelle sul documento informativo. È il tipo di verifica da fare con un legale specializzato prima di scrivere una riga.
Costruite exchange?
Costruiamo software per aziende che operano in ambiti regolamentati, dove la parte difficile è la tracciabilità, la separazione dei dati e la dimostrabilità dei controlli. Non ci occupiamo della pratica autorizzativa, che è mestiere di consulenti e legali specializzati.
In sintesi
Dal 1° luglio 2026 un exchange che serve clienti europei senza autorizzazione CASP non è un progetto ambizioso: è un'attività non consentita. La licenza richiede capitale, struttura e presidi organizzativi, e fra un terzo e la metà del lavoro tecnico esiste per soddisfarli.
Resta molto spazio per chi costruisce software in questo settore, ma dal lato giusto: per chi la licenza ce l'ha. Se è il vostro caso, si parte da una conversazione.
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